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Nei pazienti con seminoma senza fattori di rischio, la terapia adiuvante non è appropriata

Trondheim – mechentel news – L‘infiltrazione della rete testis e le dimensioni del tumore superiori a 4 cm sono fattori di rischio di recidiva nel seminoma in stadio clinico I (CSI). L‘obiettivo dello studio, presentato da Torgrim Tandstad della Cancer Clinic del St. Olavs University Hospital di Trondheim, Norvegia, e dai suoi colleghi norvegesi e svedesi, era quello di ridurre il carico per i pazienti risultante dal trattamento dei seminomi CSI, offrendo loro una terapia adattata al rischio. Lo studio di trattamento prospettico, basato su popolazione e adattato al rischio, è mirato a confermare i previsti fattori di rischio di recidiva, quali l‘infiltrazione della rete testis e le dimensioni del tumore superiori a 4 cm, e a valutare l‘efficacia di un singolo ciclo della terapia sistemica adiuvante con carboplatino. Dal 2007 al 2010, sono stati inclusi nello studio di trattamento 897 pazienti. È stata effettuata un‘unica somministrazione dell‘adiuvante carboplatino al dosaggio AUC 7 (n = 469) o una stretta sorveglianza (Surveillance, n = 422). Vengono inoltre resi noti i risultati di 221 pazienti che avevano ricevuto carboplatino tra il 2004 e il 2007. Nel periodo mediano di controllo di 5,6 anni, sono comparse 69 recidive. L‘infiltrazione della rete testis (rapporto di rischio [hazard ratio, HR]: 1,9; P = 0,011) e le dimensioni del tumore superiori a 4 cm (HR: 2,7; P < 0,001) sono stati identificati come fattori di rischio che predicono una recidiva. Nei pazienti senza fattori di rischio, i tassi di recidiva erano del 4,0% per i pazienti monitorati con la Surveillance e del 2,2% per i pazienti che avevano ricevuto l‘adiuvante carboplatino. Nei pazienti con solo uno o due fattori di rischio, il tasso di recidiva nei pazienti Surveillance era del 15,5% e nei pazienti che avevano ricevuto l‘adiuvante carboplatino del 9,3%. Gli autori dello studio pubblicato a luglio 2016 negli Annals of Oncology non hanno trovato, rispetto ai pazienti che avevano ricevuto carboplatino al dosaggio ≥ 7 x AUC, alcun aumento del tasso di recidiva nei pazienti che avevano ricevuto carboplatino a un dosaggio più basso (< 7 x AUC). Tandstad e colleghi hanno trovato che i pazienti senza fattori di rischio presentavano un tasso di recidiva basso e che la terapia adiuvante in questi pazienti non è, perciò, giustificata. L‘efficacia dell‘adiuvante carboplatino è relativamente bassa ed è necessario sviluppare terapie adiuvanti più efficaci nei pazienti con seminoma a rischio elevato. I dati disponibili non supportano il concetto di un rapporto dose/efficacia esorbitante per l‘adiuvante carboplatino.

Autori: Tandstad T, Ståhl O, Dahl O, Haugnes HS, Håkansson U, Karlsdottir Å, Kjellman A, Langberg CW, Laurell A, Oldenburg J, Solberg A, Söderström K, Stierner U, Cavallin-Ståhl E, Wahlqvist R, Wall N, Cohn-Cedermark G; SWENOTECA. Corrispondenza: Dr Torgrim Tandstad, The Cancer Clinic, St Olavs University Hospital, Postboks 3250 Sluppen, 7006 Trondheim, Norway. Tel.: +47-72-825800; Fax: +47-72-825728. E-mail: torgrim.tandstad@stolav.no. Studio: Treatment of stage I seminoma, with one course of adjuvant carboplatin or surveillance, risk-adapted recommendations implementing patient autonomy: a report from the Swedish and Norwegian Testicular Cancer Group (SWENOTECA). Fonte: Ann Oncol. 2016 Jul;27(7):1299-304. doi: 10.1093/annonc/mdw164. Epub 2016 Apr 6. Web: http://annonc.oxfordjournals.org/content/27/7/1299.abstract.

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